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Licenziamento e insulti al superiore

La Corte di Cassazione ha sostenuto la legittimità del licenziamento in caso di insulti rivolti al superiore gerarchico, anche se non si concretizzano in gesti violenti o se il contratto collettivo non prevede tale sanzione, poiché costituisce una condotta che mina l’autorità di chi è stato offeso e, quindi, compromette il regolare funzionamento dell’organizzazione aziendale.
(Corte di Cassazione sentenza n. 9635/2016)
 
 
 
25.05.2016
Elas Admin